giovedì 31 marzo 2011

Contro La Guerra E Le Dittature! Sostegno Alle Rivolte Arabe Solidarietà Alle/Ai Migranti


La politica di guerra – guidata da governi europei e Stati uniti, con la preziosa collaborazione dei governi “moderati” di Arabia saudita, Emirati arabi, Qatar... – ha due facce in questi giorni: da una parte i bombardamenti sulla Libia e le altre misure militari, dall’altra la repressione di profughi e migranti, con il corollario di una retorica razzista sparsa a piene mani. Le persone che si rivoltano e rivendicano libertà e democrazia, ipocritamente sostenute una volta che da sole hanno sconfitto i regimi appoggiati dagli stessi governi occidentali, una volta arrivati da questa parte del Mediterraneo sono considerati clandestine, illegali, destinate ad essere rinchiusi in tendopoli precarie, pronte ad essere identificati per decidere nel frattempo che fare di loro: espellerli per rispedirli da dove sono arrivati oppure riconoscergli lo status temporaneo di profugo, magari per qualche mese o anno… oppure renderli funzionali alle esigenze dell'economia di mercato dell’occidente “democratico”, con qualche posizione precaria, “clandestina”, ricattabile.

Il governo italiano è come sempre in prima fila nelle politiche di “respingimento” – fin dai tempi della nave affondata militarmente (D’Alema presidente del consiglio), fin dai respingimenti in mare contro ogni norma internazionale, per arrivare agli accordi con i dittatori (i “pazzi” come Gheddafi, o più presentabili come Ben Alì) perché facessero il lavoro sporco per l’Italia e l’Unione europea, attraverso la costruzione di campi di concentramento sul suolo africano e il pattugliamento marino. Oggi gioca con la vita e la dignità delle persone, creando la “emergenza” Lampedusa per poter gridare all’invasione, per poter ribadire la parola d’ordine “fuori dalle balle” (come dichiara il sempre elegante Umberto Bossi), per poter giustificare l’intervento militare e allo stesso tempo una rinnovata presenza di controllo del Mediterraneo. La visita elettorale di Berlusconi rappresenta oggi l’ennesima presa in giro del “partito del fare” che vuole buttare fumo in faccia a lampedusane/i e opinione pubblica italiana. Emergenza? Come ci indica il Forum dei diritti economici e sociali tunisino “la Tunisia ha affrontato questa emergenza, basandosi sui propri mezzi e attraverso una campagna di solidarietà attivata soprattutto dai cittadini tunisini senza nessuna lamentela e senza chiedere alcun aiuto alla comunità internazionale, ai cittadini, agli Stati o agli organismi internazionali”.

Il nostro deciso no alla guerra e all’intervento militare è anche un deciso sostegno alle rivoluzioni arabe – associandoci alle richieste che dall’interno di quei paesi chiedono l’interruzione dell'attuazione degli accordi sulle questioni migratorie, accordi stipulati con gli ex-regimi dittatoriali contro i diritti dei loro stessi cittadini - e un impegno di lotta contro lo “status” di clandestino riconoscendo a tutte/i la libertà di circolazione, affinché scompaia una volta per tutte il permesso di soggiorno a tempo vincolato al contratto di lavoro. Solo così alla reale cittadinanza si unisce la rottura col meccanismo che consente lo sfruttamento di manodopera a basso costo, da utilizzare come merce, ad uso e consumo di chi estorce lavoro altrui per arricchirsi sempre più. È una battaglia contro la precarietà della cittadinanza dei migranti imposta dall’Europa, per il riconoscimento del permesso di soggiorno per tutti, non temporaneo e ad intermittenza.

Per quanto riguarda l’attuale “emergenza” italiana vogliamo che i migranti imprigionati a Lampedusa e in altre tendopoli e simili precarie sistemazioni siano lasciati liberi di trasferirsi nelle altre regioni italiane dove si possano offrire loro condizioni di vita che rispettino la dignità umana, e protezione secondo quanto stabilito dalle leggi internazionali. Il movimento contro la guerra che con lentezza sta riprendendo la parola e le piazze – in particolare con le molte iniziative del prossimo 2 aprile a cui partecipiamo con convinzione - dovrà costruire anche un’iniziativa di solidarietà con le/i migranti e contro le politiche razziste del governo italiano e dell’Unione europea. Intanto i circoli di Sinistra Critica si rendono disponibili all’accoglienza e all’attivazione di reti di sostegno e protezione per i migranti che riusciranno sfuggire a queste prigioni neo-coloniali

Esecutivo nazionale Sinistra Critica

mercoledì 30 marzo 2011

IL 2 APRILE IN PIAZZA CONTRO LA GUERRA!


APPELLO COORDINAMENTO 2 APRILE

Le persone, le organizzazioni e le associazioni che in questi giorni hanno sentito la necessità, attraverso appelli, prese di posizioni e promozione di iniziative, di levare la propria voce

CONTRO LA GUERRA E LA CULTURA DELLA GUERRA

PER SOSTENERE LE RIVOLUZIONI E LE LOTTE PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA DEI POPOLI MEDITERRANEI E DEI PAESI ARABI

CONTRO LE DITTATURE, I REGIMI, LE OCCUPAZIONI MILITARI, LE REPRESSIONI IN CORSO

PER L'ACCOGLIENZA E LA PROTEZIONE DEI PROFUGHI E DEI MIGRANTI

PER IL DISARMO, UN'ECONOMIA ED UNA SOCIETÀ GIUSTA E SOSTENIBILE

CHIEDONO

LO STOP AI BOMBARDAMENTI E IL CESSATE IL FUOCO IN LIBIA

per fermare la guerra, la repressione ed aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica.

IL 2 APRILE 2011 SARÀ UNA GRANDE GIORNATA DI MOBILITAZIONE E PARTECIPAZIONE ATTIVA A ROMA E IN TANTE PIAZZE D'ITALIA.

A partire da quella data ci impegniamo a dar vita ad un percorso diffuso sul territorio di mobilitazioni, iniziative, informazione, assemblee, incontri e solidarietà con i movimenti dei paesi arabi.

per adesioni: coordinamento2aprile@gmail.com

Prime adesioni:

Arci, Action, Associazione Ya Basta Italia, Associazione Mediterranea, Associazione per il rinnovamento della sinistra, Associazione per la pace, Associazione Senzaconfine, A Sud, Attac Italia, AteneinRivolta, Comitato Fiorentino Fermiamo la guerra, Cobas, Democrazia Chilometro Zero, Emergency, ESC, FIOM–CGIL, Gruppo Abele, Horus Project, Lega diritti dei Popoli, Legambiente, Libera, Lunaria, Rete@Sinistra, Rete della Conoscenza, Rete Romana Solidarietà al Popolo Palestinese, Rete Studenti Medi, Sinistra Euromediterranea, Stryke-Yomigro, UDU, Un ponte per, Forum Ambientalista, Altraagricoltura, IPRI, ASCIA, Comunità Somala Lazio, Amig@s Sem Terra, Associazione Obiettori Nonviolenti, Punto Rosso, Senzaconfine, Rete Antirazzista Firenze, Gruppo Sconfinate, Terre del Fuoco, Iniziativa Femminista Europea

FedS, FGCI, GC, PCL, PdCI, Prc, Sinistra Critica, SeL

Altre adesioni:

Rete Nazionale Radiè Resh, Associazione Donne Brasiliane in Italia, Associazione Sopra i ponti Bologna, WILPF, associazione Ecoinformazioni, Donne in nero, perUnaltracittà-Firenze, Centro ligure di documentazione per la pace, Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti, comitato intercomunale per la Pace nel Magentino, Movimento Nuovi Profili, Unione Inquilini Federazione di Bari, Collettivo Byzantium Onlus, associazione Spirit Romanesc, Coordinamento Donne contro il razzismo - Casa Internazionale delle Donne di Roma, Rete Internazionale delle Donne per la Pace, Associazione Casa Rossa – Spoleto, Convergenza delle Culture – Milano, Rete delle donne Anti Violenza onlus – Perugia, comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus, Comitato Internazionale di Educazione per la Pace – Ciep, Servizio Civile Internazionale, Consorzio Città dell'Altraeconomia, Reorient Onlus, Associazione Trama di terre – Imola, Centro di Solidarietà Internazionalista Alta Maremma, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Associazione "Periferie al Centro" - Fuori Binario, Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, Associazione Convergenze, Il Cavatappi - Rivista Online, Comunità in Resistenza – Empoli, comitato "Lo sbarco della nave dei diritti di Genova", Freedom Flotilla Italia, Rete Nazionale Radié Resh

Adesioni individuali:

Grazia Scuccimarra, Luciano Muhlbauer, Lido Giampaoli, Barbara Ferrazzo, Tiberio Tanzini, Gian Carlo Bandinelli, Renata Lovati, Simone Lepore, Franco Russo, Agostino Giordano

martedì 15 marzo 2011

IL 26 MARZO SAPPIAMO DA CHE PARTE STARE! CORTEO NAZIONALE DEI COMITATI “2 SI PER L'ACQUA BENE COMUNE”, PIAZZA ESEDRA, ORE 15:00


Il 26 Marzo riprenderemo parola insieme ai movimenti per l'acqua pubblica. Lo faremo per le strade di Roma, tra coloro che non si vogliono rassegnare a vedersi rubato un bene comune qual'è l'acqua. Saremo con quel milione e quattrocentomila donne e uomini che hanno deciso di opporsi in prima persona alle politiche del Governo Berlusconi, alle privatizzazioni, alla devastazione dei territori. Per questo la campagna referendaria, la si vuole ostacolare in ogni modo. Si preferisce mandare in fumo 300 milioni di euro, alla faccia di chi sta pagando questa crisi, pur di non accorpare i referendum alle elezioni amministrative. Lo scontro in questo referendum è chiaro. Da una parte i comitati per il Sì al Referendum che bloccano la privatizzazione dell'Acqua e la reintroduzione del nucleare. Dall'altra parte le grandi aziende, le multinazionali, gli interessi economici e finanziari che vogliono fare dell'acqua, del sole, delle risorse naturali le proprie fonti di profitto usurpando i territori, i nostri diritti, il nostro futuro. Noi sappiamo da che parte stare!