martedì 18 novembre 2008

12 DICEMBRE: Sciopero Generale

Il sindacalismo di base contro il governo
Cobas, Cub e Sdl proclamano lo stop di otto ore il 12 dicembre

L'onda lunga della contestazione alla politica economica del governo cresce ormai di settimana in settimana. Il sindacalismo di base, che aveva riportato un grande successo con lo sciopero generale del 17 ottobre (ben oltre le 300.000 persone in corteo, a Roma), prova ora il bis. Cobas. Sindacato dei lavoratori e Cub hanno indetto ieri un altro sciopero generale di otto ore. L'aspetto politicamente rilevante è che la data scelta - il 12 dicembre - coincide con quella già indicata dai metalmeccanici della Fiom e dalla Funzione pubblica Cgil, e fatta propria da tutta la confederazione diretta da Guglielmo Epifani. Per chi ha esperienza del movimento operaio, oltretutto, la data del 12 riporta immediatamente a Piazza Fontana, quando fascisti e servizi segreti misero in atto la strage (16 morti) che diede ufficialmente il via alla «strategia della tensione» (anche se diversi attentati, fortunatamente senza vittime, si erano già verificati prima). Le tre organizzazioni (il comunicato porta le firme dei coordinatori nazionali Piero Bernocchi, Piergiorgio Tiboni e Fabrizio Tomaselli) «intendono rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall'intero popolo della scuola pubblica», collegandolo a un più generale momento di lotta «contro la finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e università, per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi pubblici e non per salvare banche fraudolente e speculatori», «contro la precarietà e per l'abolizione della legge 30 e del pacchetto Treu, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali». Il 12 verranno organizzate manifestazioni regionali e provinciali, «cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica». La decisione non è stata comunque indolore. All'interno della Cub forti perplessità sono state espresse da altri tre coordinatori nazionali, che giudicano questo sciopero «in difesa della Cgil» e «per sostenere lo scontro politico in atto tra opposizione e governo». I conflitti sociali si sono rimessi in moto e mettono sotto stress tutte le organizzazioni - quelle politico-partitiche così come quelle sindacali - che si erano strutturate, nel corso degli ultimi decenni, in condizioni assai più statiche e ripetitive. E' una crisi di crescita che può essere salutare, se si tiene d'occhio - come si diceva un tempo - «l'unità della classe e dei movimenti».

Se quattro ore vi sembran poche...
i metalmeccanici ne fanno otto

La Fiom raddoppia lo stop del 12 dicembre, oggi tocca ai lavoratori pubblici. Pure il Lazio si ferma tutto il giorno

Sarà per la crisi che comincia a picchiare duro, sarà perché la risposta politica del governo per ridurne l'impatto sociale è, quando va bene, inadeguata e quando va male odiosa e classista così come pretende la Confindustria, sarà infine perché l'uno (l'esecutivo) e l'altra (l'associazione padronale) hanno trovato due stampelle nella Cisl e nella Uil: fatto sta che la giornata di sciopero generale del 12 dicembre indetto dalla Cgil contro le politiche berlusconiane sarà tutt'altro che un rituale scialbo. Il clima sta crescendo e sono già molte le realtà territoriali e categoriali che hanno deciso di portare a otto ore la durata dello sciopero. Evidentemente nelle fabbriche, negli uffici, in tutti i posti di lavoro cresce la rabbia per il peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, per non parlare dello stato d'animo di chi il lavoro lo perde, e un sindacato legato ancora alla sua base sociale e che non sia ridotto a osservatore consenziente di ricette antipopolari non può non tenerne conto. Ieri la direzione nazionale della Fiom ha confermato le 8 ore di sciopero della categoria per il 12 dicembre e, al tempo stesso, ha deciso di sospendere la manifestazione nazionale a Roma dei metalmeccanici che si sarebbe dovuta tenere lo stesso giorno insieme, per la prima volta, ai lavoratori pubblici della Fp-Cgil. E' ovvio che il sindacato guidato da Gianni Rinaldini ha incassato la decisione (a cui la Fiom ha contribuito attivamente) della Cgil di indire lo sciopero di tutte le categorie nello stesso giorno della fermata dei meccanici: l'unificazione delle lotte non può che far bene all'insieme dei lavoratori. Ma sospendere la manifestazione a Roma non vuol dire annullarla: ieri la direzione ha dato «mandato alla segreteria nazionale di concordare con la segreteria nazionale della funzione pubblica - che ha annunciato iniziative di mobilitazione generale per i prossimi mesi - uno sciopero generale di 8 ore con manifestazione nazionale a Roma, da svolgersi nel mese di febbraio 2009». I metalmeccanici parteciperanno alle manifestazioni che si svolgeranno il 12 dicembre in tutte le regioni e le provincie italiane. Insomma, lo sciopero per le due principali organizzazioni di categoria della Cgil raddoppia e resta confermata un'inedita manifestazione comune di meccanici e pubblici: un modo per respingere al mittente il tentativo di governo e padroni di spaccare il mondo del lavoro, puntando su un'insensata divisione tra chi lavora in linea di montaggio e chi lavora a garantirgli servizi essenziali e beni comuni - tagli del governo permettendo. Oggi il direttivo della Fp-Cgil è chiamata a esprimersi sull'unificazione della lotta con i metalmeccanici.
Molte camere del lavoro territoriali stanno discutendo le modalità di partecipazione alla giornata di lotta del 12 dicembre. Ieri, condividendo la scelta che molte realtà stanno facendo in questi giorni, la Cgil di Roma e del Lazio ha deciso che lo sciopero per tutti i lavoratori della regione sarà di 8 ore. Una scelta effettuata dal direttivo all'unanimità, a conferma del clima di mobilitazione che sta crescendo in tutti i luoghi di lavoro e che il gruppo dirigente della Cgil accompagnerà «con una grande campagna di informazione che raggiunga ogni singolo cittadino della nostra regione», ha detto il segretario Claudio De Bernardino che chiede alla sua organizzazione «meno sedi più strada».

il manifesto - 18.11.2008


Nessun commento: